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“Global Warming” Vero o Falso? C’è un “termometro” pubblico non mistificabile: è il solco di battente costiero!

L’ OCEANO GLOBALE
LA COSTA ROCCIOSA MONITORA IL LIVELLO DEI MARI !

C’è un “termometro” pubblico del cambiamento climatico non mistificabile: è il solco di battente!

Località costiera di Grotta Monaca – Otranto (Lecce), data scatto pomeriggio inoltrato del 3 luglio 2016. Foto di Oreste Caroppo. Una foto molto eloquente!

Dubitando ad veritatem pervenimus

“Global Warming” Vero o Falso?

C’è un “termometro” pubblico non mistificabile: è il solco di battente costiero!

 

Se ci fosse un Global warming antropico (GWa) quelle coste sarebbero le prime a rivelarlo.
Lungo le coste rocciose salentine il più solido strumento fisico per monitorare il livello dei mari: il profondo dente di erosione del moto ondoso, il solco di battente!

In Salento le escursioni di livello del mare con le maree sono basse, il Salento è inoltre una terra geologicamente molto stabile, (sempre relativamente parlando), dal punto di vista tettonico, senza cioè significativi fenomeni di subsidenza (ovvero di sprofondamento della crosta terrestre nel mantello sottostante) o viceversa,

pertanto nelle aree costiere rocciose, dove gli scogli considerati non abbiano subito recenti crolli,
il dente di erosione scavato nei secoli e millenni più recenti dal moto ondoso a livello della superficie del mare, sulla roccia battuta dalle onde, permette di valutare se dovessero aversi rapidi eventi di innalzamento o abbassamento del livello del mare, in tempi dunque veloci, in periodi di tempo inferiori ai secoli necessari per scavare questi profondi solchi visibili anche nei più duri calcari della costa sud salentina, non solo nei più teneri.
Se si tiene conto che nell’ultima Grande Glaciazione quaternaria, terminata circa 10000 anni fa, il livello dei mari, anche dunque nel Mediterraneo, (che, fintantoché è aperto lo Stretto di Gibilterra, come era anche al tempo dell’ultima Grande Glaciazione, e oggi anche è aperto il Canale di Suez, fa parte dell’ Oceano Globale, il complesso dei mari e oceani interconnessi del Pianeta), pare fosse più basso dell’ odierno di oltre cento metri, circa 120 m secondo alcune stime, tutti possiamo da soli monitorare la situazione odierna con questo attendibilissimo e diffusissimo riferimento geologico-naturalistico!

A me interessa la Verità che della Natura è quasi un sinonimo!

 

(Testi tratti dal mio post facebook del 7 luglio 2016 e dai miei commenti ad esso, al link: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10210070200021596&set=a.1888805429917&type=3&theater)


 

Solco di battente costiero in Sardegna nel Golfo di Orosei. Vedi link.

 

Foto del solco di battente fossile di 125mila anni circa (formatosi durante l’ultimo periodo caldo interglaciale del Quaternario, prima del nostro attuale), – a livello del mare si nota il solco di battente attuale –  che è rimasto scolpito sulle pareti carbonatiche della Sardegna occidentale nel Golfo di Orosei, (una delle relativamente più stabili dal punto di vista geologico aree costiere italiane; allora il livello del mare era circa 8 metri superiore all’attuale).

A quel periodo risalgono anche i fossili di Strombus bubonius (Lamarck), osservabili sulla terraferma costiera in un sito situato lungo costa poco a nord del centro abitato di Gallipoli (provincia di Lecce); si tratta di un gasteropode che vive attualmente lungo le calde coste del Senegal in Africa; i suoi resti fossili mostrano come colonizzò il Mediterraneo durante la fase più calda dell’ultimo periodo interglaciale verificatasi 125 mila anni fa. La presenza dello Strombus bubonius permette anche paleontologicamente di leggere una delle grandi variazioni climatiche che hanno interessato il Pianeta nel corso degli ultimi due milioni di anni e di stimare i tassi di complessivo abbassamento del livello del mare da allora, e/o quelli di sollevamento della regione. Vedi anche link.

 

Paleotemperature da studi paleoclimatici basati sullo studio delle carote di ghiacci antartici carotati nella stazione russa di Vostok. Vedi per approfondimento l’articolo: “La paleoglaciologia: una scienza per l’ambiente“.

 

Possiamo così qui vedere di quanto, circa 125.000 anni fa, durante l’ultimo periodo interglaciale quaternario, prima del nostro, era più alta la temperatura media terrestre.  Lo scarto in più delle temperature medie nell’ultimo interglaciale corrispondeva ad un livello del mare più alto rispetto ad oggi di circa 8-9 m, mentre lo scarto delle temperature ben più basse di oggi dell’ultima grande glaciazione quaternaria, tra quell’interglaciale e il nostro tempo odierno, corrispondeva ad un livello del mare più basso allora di 120 m circa rispetto ad oggi! Ecco perché qui sostengo e rimarco che il mare è il nostro “termometro” globale più affidabile e immediato e non falsabile, il mareometro assoluto corrisponde de facto allo strumento di misurazione della temperatura media del clima del nostro Pianeta. Grazie a questi dati anche meglio si possono comprendere e integrare il susseguirsi in Salento di faune calde del periodo interglaciale e di faune fredde nel periodo glaciale, come ben documentato dalla paleontologia ed esposto nei locali musei.

 


 

Riporto alcuni miei approfondimenti ulteriori e commenti al mio post

Un post attaccato dai “global warmingers”, temine di uso diffuso per designare i propagandisti di sistema dell’idea del Global WARming della Falsa-ecologia con toni ecoterroristici; GWscritto talvolta con le lettere iniziali WAR in maiuscolo che in inglese vuol dire “guerra” per sottolineare come le parole di “global warming”, che voglion dire in inglese “surriscaldamento globale”, sono state scelte con tutta probabilità anche per incutere subdolamente più terrore per l’assonanza in inglese con guerra mondiale, “guerra globale”.

Un ghiacciaio arretra il suo fronte sulle Alpi ed un altro cresce sull’ Himalaya in contemporanea,
questo per dire che il vero indice inesorabile, al netto di ogni possibile calcolo o ipotesi, dei cambiamenti climatici è il livello dei mari tra loro tutti interconnessi (e tra questi ovviamente anche il Mediterraneo), il quale, a parità di altre condizioni, si abbassa durante le glaciazioni e si innalza nei periodi più caldi di interglaciale!

Un ragazzo è intervenuto dicendo che l’erosione costiera di spiagge dimostrerebbe il Global Waming. Ma è pazzesco il mare erode e ricostruisce da sempre le spiagge, i fattori possono essere tanti e basta una mareggiata per cambiare profondamente una spiaggia; è naturale ed un bene che sia così, la sabbia viene in tal modo lavata e la sua qualità per chi ne usufruisce per la balneazione aumenta. Il mare le impedisce di diventare in tal modo stabile suolo colonizzato dalle piante ed animali terrestri. L’idea mistificatoria quindi di una fissità innaturale della natura presentata come valore dai global warmingers a sostegno del loro ecoterrorismo!

Da considerare poi le opere a mare umane che cambiano gli assetti delle correnti con effetti che possono essere immensi sulle spiagge, distruggerne di passate come generarne di nuove.

Un global warmingers alla vista di questa foto ha affermato: “e infatti i mari si stanno sollevando”… Forse non ha capito che si tratta di scogli ancorati al fondo e non di zattere di pomice o di banchisa ghiacciata galleggiante! Del resto ormai i fanatici sostenitori del Global Warming antropico son tanto fissati con le foto di propaganda di Orsi polari su placche di banchisa alla deriva nel Mare Artico da non distinguere più quelle dai nostri normali scogli!

IL SIGNIFICATO DI QUESTO SCATTO IN RELAZIONE ALLE MISTIFICAZIONI DEI GLOBAL WARMINGERS: la matematica è una sola per tutti, e il vero “termometro” del clima, proprio perché bene è non confondere il meteo giornaliero con il clima che fa la media delle condizioni meteo, è questo in questa foto, il solco di battente costiero. Capitene ora il suo significato geologico-climatico vero e poi andate a verificare di persona, del resto di costa rocciosa nel Salento ce n’ è tantissima per tutti i veri assetati di verità e precisione e non di allarmismo e psicosi. Contro la disinformazione la verità è nella Natura!

Molto stimolante, dal punto di vista intellettuale, il pensiero che il nostro Mediterraneo, “Mare Nostrum“, faccia parte come difatti dati i suoi stretti di collegamento con l’ Atlantico (attraverso il naturale Stretto di Gibilterra) e anche il Mar Rosso (attraverso l’artificiale Canale di Suez), del grande Oceano Globale!

120 metri di escursione del livello dei mari tra l’ ultima Grande Glaciazione pleistocenica ed oggi, ed oggi l’ effetto del temibilissimo Global warming lo misurano in … ? Manciate di opinabili millimetri e frazioni di millimetro!!! Pazzesco!

Vediamo e commentiamo ad esempio questo articolo del 20 settembre 2012 dal titolo “I mari aumentano di livello, ma poco nel Mediterraneo”, al link: https://www.focus.it/scienza/scienze/i-mari-aumentano-di-livello-ma-poco-nel-mediterraneo?fbclid=IwAR1Kv0CDg_Vf1e08tX0L74gsq6lH2Qbuo0Pap01Ok8pCMg3xeeDi5Dwuad0

L’ articolo sembra scritto da una persona un po’ combattuta tra dati che non confermano alcun aumento significativo del livello del mare (tanto che in alcune zone si registrano livelli di diminuzione persino del livello del mare) come vorrebbero i sostenitori del Global warming, ops forse meglio dire fautori,
e la necessità di non contraddire palesemente i cardini dell’ideologia pseudo-scientifica del Global warming.
E comunque non siamo quindi contenti che non ci sia in corso alcuna catastrofe e che si sia esagerato, come si legge nell’articolo, con i toni allarmistici?!
Poi par quasi che si voglia ignorare l’esistenza del principio fisico dei vasi comunicanti, e tutti gli oceani e mari, che possono essere chiamati mari, (Mar Caspio e Mar Morto a parte che son comunque dei laghi), son vasi fortemente comunicanti!

La Natura, anche in Salento, non mente mai!

E quando istericamente parlano in Tv cercando di strumentalizzare il caldo estivo o qualsiasi evento meteo per dirvi che c’è il Global WARming antropico, la catastrofe, l’Apocalisse, la fine di tempi, che tutto sarebbe provato scientificamente e che quindi sono in corso conseguentemente lo scioglimento di tutti i ghiacci della terra e l’ innalzamento abnorme dei mari,
basta che correte al mare in Salento e non solo per rinfrescarvi, ma per rendervi conto se stanno dicendo il vero!
E così se il mare è calmo, “una tavola” come si dice, se la costa rocciosa è solida, non eccessivamente franosa, se il sito è geologicamente piuttosto stabile nel senso che la terraferma non è soggetta a moti ascendenti o discendenti (bradisismi) significativi, così ad esempio se siete a Porto Badisco a sud di Otranto come in queste due foto scattate lì il tranquillo pomeriggio del 24 giugno del 2017,

Porto Badisco a sud di Otranto, foto scattate lì il tranquillo pomeriggio del 24 giugno del 2017. Foto di Oreste Caroppo. Se ci fosse un Global warming antropico quelle antiche coste sarebbero tra le prime a rivelarlo, non essendoci il tempo, per i tempi necessari all’erosione, a che il solco di battente segua nel suo rinnovamento il repentino aumento del livello del mare di cui tanto si favella starebbe avvenendo in questi anni nella gridata affabulazione di mainstream sul Global warming.

la vista dell’ evidente solco di battente lungo la linea di costa, al pelo dell’acqua, bene in vista e non coperto dal livello del mare vi può tranquillizzare: il Mare lì è allo stesso livello grossomodo di alcuni anni fa e di alcuni decenni or sono, dal tempo necessario a scavare un tal profondo dente di erosione.
Le coste salentine come un perfetto strumento di misura naturalistico hanno pertanto il loro diffuso nilometro, il mareometro naturale, che ci permette di dire se livello del mare si sta mantenendo costante, se sta aumentando o se si sta addirittura abbassato contrariamente alle urla dei Global WARmingers.

E mi fanno la solita domanda retorica: “Quindi per te non esiste minimamente il Global Warming antropico?”, con un’ espressione non diversa dal più fanatico intransigente uomo di fede che ti dovesse chiedere “Quindi per te non esiste Dio?”.
La mia risposta è stata questa: ho un “termometro” efficientissimo ed assoluto per capire se rispetto agli anni del recente passato siamo e stiamo andando verso un surriscaldamento globale (global warming) o una nuova glaciazione (global cooling), ed esso oggi non permette certo di affermare che sia in corso un qualche significativo repentino cambiamento climatico!

Altro aspetto oggettivo, a dar fede alle ricostruzioni paleoclimatiche, guardate qui in foto dal grafico che picchi di clima caldo che si ebbero per un lungo periodo nell’Età del bronzo e poi anche un picco caldo intorno all’anno mille d.C., cui seguì una piccola era glaciale terminata attorno all’ ‘800 in cui tanto eran cresciuti i ghiacciai europei.

Slide proiettata nella Conferenza sui cambiamenti clmatici nel Palazzo del Liceo Capece a Maglie, anno 2018

 

La temperatura media odierna è ben più bassa di quei picchi caldi che si registrarono in epoca preindustriale.
E questo non è un grafico negazionista ma una slide mostrata da esperti a Maglie, in un recente convegno nel Liceo Capece, assolutamente in linea con il mainstream del Global WARming antropico in corso.
Ma io dico: saggezza e pacatezza idem. 
E di nuovo meravigliati alcuni mi chiedono: “Ergo il clima non sta mutando? I ghiacciai si sciolgono in virtù di cosa? Le sempre più frequenti trombe d’aria, mosse da quale energia?”
La mia risposta
Per chi vuol vedere sempre, per gli altri non sia mai allontanarsi dalle pappine pronte stile oroscopo dal mainstream, vi è un “termometro” dei cambiamenti climatici verso il caldo o il freddo, ed è il livello dei mari come qui detto il “termometro” vero, il nilometro dell’Oceano globale, tutto il resto sarebbe poco scientifico da addurre come prova del cambiamento climatico ad oggi. Io mi aspetto che clima stia cambiando, visto che è sempre cambiato mi meraviglierei non lo facesse, siamo usciti da pochi decenni dalla Piccola Era Glaciale (PEG).
La Piccola Era Glaciale nei quadri del pittore olandese Pieter Bruegel o Brueghel (Breda, 1525/1530 circa – Bruxelles, 1569)
PEG che va dalla metà del XIV sec. d.C.,
su quando è cominciata e cosa ha comportato si veda questo video:
e che si concluse alla metà del XIX secolo, quando il clima terrestre iniziò gradualmente a riscaldarsi di nuovo.
Di conseguenza si è assistito dal 1850 ad oggi ad un arretramento delle lingue glaciali quasi in tutti i ghiacciai del mondo.

Un esempio di questo fenomeno è visibile nell’alta valle del Rodano in Svizzera:

L’area del ghiacciaio del Rodano un secolo fa (1890-1900)

L’area del ghiacciaio del Rodano nel 2004

Si capisce da queste foto come con le glaciazioni, nel ciclo dell’acqua, quantitativi di essa si accumulano sulla terraferma sotto forma di neve-ghiaccio che non si scioglie completamente nel periodo primaverile-estivo e dunque si accumula portando ad un abbassamento del livello dei mari.

Viceversa le acque marine che congelano sulla superficie del mare formando ghiaccio marino, la banchisa galleggiante, non contribuiscono alla variazione del livello del mare,

Pack articolo, banchisa alla deriva

 

ciò in corrispondenza al fenomeno che vede non variare il livello dell’acqua in un bicchiere a seguito dello scioglimento di un cubetto di ghiaccio messo a mollo e galleggiante in esso.

Un’ analisi complessiva più precisa potrebbe mirare a valutare anche i lievi fenomeni di dilatazione o contrazione termica con la temperatura delle acque marine.

Compresa la dinamica che lega il livello del mare alle masse d’acqua congelate sui continenti emersi, (contributi eustatici al livello del mare), il modello geologico va poi raffinato tenendo conto di altri fenomeni quali quelli dei contributi isostatici legati all’abbassamento delle coste all’aumentare del livello del mare e quindi della colonna d’acqua che con il suo peso grava sulla crosta terrestre in area costiera, o viceversa, (stessi effetti isostatici hanno i ghiacciai che si formano e gravano con il loro peso sulla crosta terrestre della terraferma), a questi vanno poi sommati gli effetti tettonici locali.

Quindi ora, scoperto il fenomeno climatico della PEG, è più che naturale che quei ghiacciai cresciuti durante la Piccola Era Glaciale abbiano perso ghiaccio dal 1850 ad oggi! Così come dal 1850 ad oggi non meraviglierebbe anche la possibilità di un riscontro di un lieve aumento del livello del mare, lieve poiché relativamente di lieve entità è stata la PEG rispetto invece all’ultima Grande Glaciazione quaternaria, detta Würm, terminata all’incirca tra il 9.600 e il 9.700 a.C.

Concretezza per la difesa dell’ambiente, non più zerbinaggio nei confronti di chi pilota i sentimenti ecologisti a livello globale con le paure gestite a tavolino per i macro interessi economici speculativi dell’ industria e delle multinazionali, (OGM, Pesticidi, Combustibili fossili, Nucleare, Cemento, Farmacia, ecc.), oggi sotto le vesti della Green Economy ben poco green! Osservate chi ce lo dice di salvare(?) il nostro Pianeta con tanto zelo dal Global WARming antropico, ne avrete sorprese!

Temperature medie sulla Terra nel periodo Quaternario negli ultimi 450 mila anni.  La linea blu per evidenziare lo scarto tra le temperature terrestri medie odierne e quelle del picco dell’ultimo interglaciale 125 mila anni fa, (ciò per riflettere in tema di odierna tropicalizzazione o meno del Mediterraneo).

 

Galileo Galilei, aforisma: ”In questioni di scienza, l’autorità di mille non vale l’umile ragionare di un singolo individuo

 

Leggi anche:

“Oggi sul discorso “CAMBIAMENTI CLIMATICI” urge in politica assai maggiore saggezza e pacatezza contro le speculazioni, le mistificazioni e i danni della Falsa-ecologia!”

 

Meteo ≠ Clima = livello del mare!Livello del mare non particolarmente mutato = clima non particolarmente mutato!Per…

Gepostet von Oreste Caroppo am Mittwoch, 12. Juni 2019

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