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In TERRA d’OTRANTO ora reintrodurre in natura i DAINI, non togliere i LUPI e i CINGHIALI prede dei lupi, tutti finalmente tornati anche dal resto d’Europa!

In TERRA d’OTRANTO ora reintrodurre in natura i DAINI, non togliere i LUPI e i CINGHIALI prede dei lupi, tutti finalmente tornati anche dal resto d’Europa!

Né togliere, né sterilizzare i CANI ferali per un equilibrio maggiore con i LUPI!

Se togli i Cani randagi arrivano i Lupi a occupar il vuoto! Ergo bene vi siano entrambi!

 

URL: http://fotonaturadanielecaccia.blogspot.com/2011/02/daino-dama-dama.html dal sito web di fotografia naturalistica http://fotonaturadanielecaccia.blogspot.com/2011/02/daino-dama-dama.html

Qui foto dalla Maremma dove vi son anche Cinghiali.
I Cinghiali da noi alle Cesine son tornati, ora tocca assolutamente ai Daini!
REINTRODURLI LIBERARLI RIPOPOLAMENTO IN LIBERTÀ’
richiesta al Ministero dell’Ambiente perché ne trasferisca uno o più branchi fertili da aree italiane dove son in soprannumero.

 

SALENTO IMPERATIVO CATEGORICO: RITORNO DIFFUSO DEI DAINI (Dama dama)

Daino, Tenuta di Castelporziano, Roma

 

IL RITORNO DEI DAINI IN SALENTO
cacciatori e ambientalisti devono collaborare perché tale loro ritorno sia stabile e con branchi riproduttivi e solidi, specie ora che nel Salento è testimoniata la presenza del Lupo come un tempo, aver prede selvatiche come i Daini e i Cinghiali rende minori gli attacchi ai gregge domestici per una migliore convivenza tra uomo e animali selvatici.
Le attestate presenze di Daini e Cinghiali già da sole smentiscono quel luogo comune pregiudizievole e inquinante che vorrebbe il Salento terra inadatta al loro ritorno! Falsissimo data anche la presenza estesa della nostra agro-foresta degli Ulivi da difendere da chi vorrebbe farla sparire per passare ad un’ agricoltura superintensiva!
La ridiffusione del Daino è osteggiata anche pazzescamente dal falso-ecologismo, piaga del nostro tempo, che non solo giudica inadatto il territorio al ritorno dei Daini, (pazzesco ciò dato che nel Salento questo ungulato mediterraneo vi viveva già nel Pleistocene come nei secoli passati recenti in selvatico, e nel secolo scorso allevato ancora in alcune ville e boschi recintati, usanza che di nuovo si sta ben ridiffondendo in Salento e questo è un bene e una bella tradizione da incentivare), ma anche perché, facendosi beffa di tutti questi dati della paleontologia salentina e degli studi storici su fonti scritte e archeologiche, il falso-ecologismo bolla mistificatoriamente la specie del Daino (Dama dama) come aliena al territorio, esotica! Pazzesco! E sulla base di questo, anche già di per sé opinabile motivo di razzismo-verde, opera contro le reintroduzioni dei Daini e per catturare i Daini in libertà che da alcuni anni, o scappati e o giunti dalle aree appenniniche, si stanno ritrovando in Puglia, due nei campi di Giovanizzo ad esempio, uno nei dintorni di Tricase (pare anche), tutti questi tre catturati col fine dichiarato di “proteggerli” e in quanto bollati come “animali non convenzionali”, falsissimo, e più d’ uno avvistato nella zona di Manduria-Lizzano di cui quello nel video che non si riuscì a catturare sempre con intento protettivo ma che venne idem purtroppo fatto sparire in quanto prematuramente ucciso e macellato da cacciatori locali, anziché permettergli di ripopolare le nostre terre!

Proteggerli non è né catturarli tutti, né certo sterilizzarli come vorrebbero certi fasi-animalisti, né tanto meno cacciarli tanto più prima che ve ne sia una stabile consistente popolazione riproduttiva!
Proteggerli è operare per favorirne il ritorno diffuso nelle proprietà private, quello certamente, ma anche in libertà, favorendo se necessario la nascita di allevamenti per le loro reimmissioni, ma già da altre zone e regioni italiane si potrebbero prendere capi giudicati soprannumerali a tal fine!

Questo Daino, le riprese son del 10 ottobre 2017 e sono state fatte da Francesco di Lauro, si aggirava nei campi in Salento nella zona di Manduria-Sava-Lizzano, area nella quale in quei mesi si registrarono più d’ un avvistamento di Daini anche in coppie, vedi foto a commento.
Link al video:

IL RITORNO DEI DAINI IN SALENTO cacciatori e ambientalisti devono collaborare perché tale loro ritorno sia stabile e con branchi riproduttivi e solidi, specie ora che nel Salento è testimoniata la presenza del Lupo come un tempo, aver prede selvatiche come i Daini e i Cinghiali rende minori gli attacchi ai gregge domestici per una migliore convivenza tra uomo e animali selvatici.Le attestate presenze di Daini e Cinghiali già da sole smentiscono quel luogo comune pregiudizievole e inquinante che vorrebbe il Salento terra inadatta al loro ritorno! Falsissimo data anche la presenza estesa della nostra agro-foresta degli Ulivi da difendere da chi vorrebbe farla sparire per passare ad un' agricoltura superintensiva!La ridiffusione del Daino è osteggiata anche pazzescamente dal falso-ecologismo, piaga del nostro tempo, che non solo giudica inadatto il territorio al ritorno dei Daini, (pazzesco ciò dato che nel Salento questo ungulato mediterraneo vi viveva già nel Pleistocene come nei secoli passati recenti in selvatico, e nel secolo scorso allevato ancora in alcune ville e boschi recintati, usanza che di nuovo si sta ben ridiffondendo in Salento e questo è un bene e una bella tradizione da incentivare), ma anche perché, facendosi beffa di tutti questi dati della paleontologia salentina e degli studi storici su fonti scritte e archeologiche, il falso-ecologismo bolla mistificatoriamente la specie del Daino (Dama dama) come aliena al territorio, esotica! Pazzesco! E sulla base di questo, anche già di per sé opinabile motivo di razzismo-verde, opera contro le reintroduzioni dei Daini e per catturare i Daini in libertà che da alcuni anni, o scappati e o giunti dalle aree appenniniche, si stanno ritrovando in Puglia, due nei campi di Giovanizzo ad esempio, uno nei dintonrni di Tricase (pare anche), tutti questi tre catturati col fine dichiarato di "proteggerli" e in quanto bollati come "animali non convenzionali", falsissimo, e più d' uno avvistato nella zona di Manduria-Lizzano di cui quello nel video che non si riuscì a catturare sempre con intento protettivo ma che venne idem purtroppo fatto sparire in quanto prematuramente ucciso e macellato da cacciatori locali, anziché permettergli di ripopolare le nostre terre! Proteggerli non è né catturarli tutti, né certo sterilizzarli come vorrebbero certi fasi-animalisti, né tanto meno cacciarli tanto più prima che ve ne sia una stabile consistente popolazione riproduttiva! Proteggerli è operare per favorirne il ritorno diffuso nelle proprietà private, quello certamente, ma anche in libertà, favorendo se necessario la nascita di allevamenti per le loro reimmissioni, ma già da altre zone e regioni italiane si potrebbero prendere capi giudicati soprannumerali a tal fine! Questo Daino, le riprese son del 10 ottobre 2017 e sono state fatte da Francesco di Lauro, si aggirava nei campi in Salento nella zona di Manduria-Sava-Lizzano, area nella quale in quei mesi si registrarono più d' un avvistamento di Daini anche in coppie, vedi foto a commento.Link al video originale capovolto, che pertanto ripubblico riaddrizzato qui per meglio apprezzare l' animale: https://www.facebook.com/francesco.dilauro.988/videos/vb.100000455434683/1921089231249573/?type=3#IoSonoAmbiente

Publiée par Oreste Caroppo sur Lundi 21 mai 2018

 

(Testo tratto dal mio post facebook del 22 maggio 2018 e suoi commenti al link: https://www.facebook.com/oreste.caroppo.9/videos/10216500989227307/)

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Riporto questo mio post del 4 luglio 2018 relativo ad altri avvistamenti di Daini nei dintorni di Manduria: URGENTE: POSSIAMO SAPERE PER QUANTO ANCORA DOBBIAMO LEGGERE QUESTE NOTIZIE CON I TONI DELL’ ANORMALITÀ DELL’ AVVISTAMENTO?!
Quando tempo e cosa serve per capire che i Daini (Dama dama) stanno e devono tornare a far parte del nostro paesaggio rural-naturale come nei secoli passati, come dagli scritti di tanti autori si apprende, ancora avvistati a San Pietro in Bevagna nei primi dell’ ottocento dal medico e botanico Martino Marinosci di Martina che ne scrisse, (non solo, documentati in Salento, persino in agro di Avetrana, già da ossa fossili del Pleistocene!).
E per capire che il loro normale avvistamento non deve portare ad allertare nessuno, come quando si avvista una Volpe o un Riccio, un Gatto o un Topo!
La “Voce di Manduria”, molto sensibile come giusto a queste meravigliose presenze, sensibilizzi alla conoscenza e rispetto, prima che “animalisti” con fanatismi di protezione, che si traducono in assurde cacce con proiettili a siringa con effetto soporifero e catture, e bracconieri si mettano sulle tracce di questi animali credendo persino di far la cosa giusta per l’ eliminazione di una libera anomalia che il Daino da noi non è certo, per chi davvero dà importanza alla cultura!
Se un piccolo di Daino poi ancora meglio, il segno della presenza di coppie riproduttive!

Scriviamo all’attenzione del Ministero dell’ Ambiente, #IoSonoAmbiente, affinché permetta questa stupenda rinaturalizzazione dei Daini nel nostro Salento, diffusi grazie ad allevamenti e fughe da lì o giunti dall’ Appennino che siano,
e affinché cancelli dagli uffici ministeriali le consulenze dei teorici della desertificazione artificiale speculativa, che tra le altre han vergognosamente bollato persino i Daini, i Daini persino, come specie esotica aliena da eliminare dalla libertà naturalistica italiane!
Orde della falsa ecologia!
Fermo restando che anche per le esotiche ormai ben naturalizzatesi l’ atteggiamento non deve essere quello della loro cancellazione, come i professionisti del biocidio vorrebbero nella falsa ecologia, ma l’ accettazione, studio e ammirazione, per i Daini in Terra d’Otranto progetti di riemmissione di ulteriori esemplari per un ripopolamento più rapido, che si affianchi a quello magnifico in corso di Cinghiali e Lupi; Lupi che devono poi tenere le popolazioni di Cinghiali e Daini in equilibrio in Salento come in passato, essendo queste sue normali prede, sì da diminuire gli attacchi alla fauna domestica da parte dei Lupi!
Per gli eccessi sovranumerali in un futuro speriamo prossimo di Daini, Cinghiali, e non solo, nel nostro territorio piani di gestione e valorizzazione della risorsa che rappresenta la selvaggina, rispetto all’insalubre allevamento industriale intensivo degli animali da carne, e senza mai estinguerla e deficitare le sue potenzialità di rapida ripresa numerica come invece nei progetti dei falso animalisti e dei bracconieri senza limiti e misura!
La buona politica ecologista deve evitare gli eccessi distruttivi in un verso e nell’ altro degli estremismi falso ecologisti!

(Testo tratto dal mio post facebook del 4 luglio 2018 e suoi commenti al link: https://www.facebook.com/oreste.caroppo.9/posts/10216834338720836)

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Il Daino (Dama dama) attestato dai reperti paleontologici nell’ area di San Sidero nell’ hinterland di Maglie (Lecce) nel Pleistocene: https://www.researchgate.net/figure/Location-of-the-Late-Pleistocene-site-of-San-Sidero-Maglie-Apulia-southern-Italy_fig1_235392101

 

Se ci fossero dubbi sul valore culturale e naturale anche dell’allevamento del Daino nel Salento: il Daino (Dama dama) stessa tipologia del Daino moderno è attestato dai reperti paleontologici nell’area Avetrana già nel Pleistocene superiore: https://www.researchgate.net/profile/Marco_Pavia/publication/255171165_The_Late_Pleistocene_vertebrate_fauna_from_Avetrana_Taranto_Apulia_Southern_Italy_preliminary_report/links/0deec51ffc085798e5000000/The-Late-Pleistocene-vertebrate-fauna-from-Avetrana-Taranto-Apulia-Southern-Italy-preliminary-report.pdf

 

Qui maggiori dati sugli ungulati nel passato in Terra d’ Otranto: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10208305415183078&set=a.1888805429917.111969.1534895340&type=3&theater

 

Anche dai ritrovamenti in Grotta Romanelli a Castro (Lecce) il Daino (Dama dama) è attestato per il Pleistocene in Salento: http://sciencepress.mnhn.fr/sites/default/files/articles/pdf/az1998n25-26a38.pdf

Daini dunque presenti nel Salento in epoche paleolitiche (attestati dalla paleontologia).

Daini sembrano rappresentati nella ceramica apula a figure rosse del IV secolo a.C. prodotta in Puglia:

Pelike, ceramica apula a figure rosse, ca. 320–310 BC. Da Anzi. Il reperto oggi fa parte del cosiddetto “Tarrytown Group”. Possibile Daino con manto estivo.

 

Daini forse raffigurati sul mosaico medioevale pavimentale del XII secolo d.C. della Cattedrale di Otranto:

 

Lepre, Daino o Capriolo e Dragone nel mosaico medioevale pavimentale del XII sec. d.C. della Cattedrale di Otranto. Per una disanima sul cervide qui raffigurato rimando all’articolo “Il “Bestiario” del mosaico medioevale di Otranto: approfondimenti su alcune creature raffigurate (mostri, animali, piante, ecc.)“.

 

Daini presenti comunque in Salento nell’ ‘800, quando pure si scriveva della loro presenza selvatica in Arneo (vedi il naturalista ottocentesco Martino Marinoschi di Martina Franca).

Ma Daini attestati tra gli animali selvatici del Salento anche nei secoli precedenti all’ ‘800; nel testo che descrive il Salento dei secoli ‘500 e ‘600, “Descrizione, origini e successi della provincia d’Otranto” del filosofo e medico vissuto a cavallo tra cinquecento e seicento Girolamo Marciano di Leverano (Leverano, 1571 – Leverano, 1628) con aggiunte del filosofo e medico seicentesco sempre Domenico Albanese di Oria, leggiamo: “Animali quadrupedi selvaggi: (…) Daini”.

Fermo restando che c’erano nel Paleolitico nel Salento i Daini, e che con i commerci poteva arrivare di tutto anche in tempi antichi qualora si fossero estinti per poi venire così reintrodotti, qui poi parliamo comunque di una specie mediterranea, ciò deve bastare per assestare un ulteriore colpo nelle gambe dei professionisti del biocidio che vorrebbero eradicare e non introdurre più i Daini in Italia, da secoli ripresenti ormai (fonti letterarie dei secoli scorsi li attestano ancora in Salento nel ‘500-‘600 e primi dell’ ‘800). Essi cercavano di non fare circolare troppo il dato della loro presenza in Salento nel Pleistocene, e una volta però fatto notare loro il particolare non da poco, essi allora dicono “perché si estinsero alla fine del Paleolitico, e poi furono reintrodotti dai romani, oggi sono comunque da ritenersi alloctoni e da eliminare, eradicare dal selvatico con ogni mezzo”. Quindi per le loro menti bacate sarebbero ormai da ritenersi comunque alieni! Anche una paleoreintroduzione per loro non salva la specie! Fermo restando che le loro argomentazioni anti Daino son talmente folli che non si dovrebbe neppure discutere nella loro arena dialettica ma spazzarli via prima dicendo “c’erano in passato nel Paleolitico, c’erano nei secoli scorsi, son animali dell’area mediterranea, basta, ci restano!”.

 

Caratteristico fischietto in terracotta a forma di cervide, realizzato nel 1976 a Cutrofiano (Lecce). Dato il mantello con delle macchie e i palchi piuttosto pieni che ramificati credo che l’ispirazione per questo fischietto sia proprio un Daino, (che comunque come il Capriolo e il Cervo è pur sempre un Cervide). Gente del luogo mi ha detto che fino a non molti anni fa vi erano ancora magnificamente allevati i Daini all’interno del Bosco Chiusa di Vallone (fonte Lucio Meleleo di Cutrofiano, dove è nato nel 1959, e che ben li ricorda lì), altri mi han detto che erano allevati anche nel Bosco Dolce ubicato tra Cutrofiano e Aradeo. E’ possibile che l’ispirazione sia venuta all’artista-artigiano dalla visione di quegli ungulati nei boschi posti nei pressi di Cutrofiano. Fischietto esposto nella collezione del Museo dei Cuchi – museo del fischietto in terracotta di Cesuna. Fischietti di una volta… Cervide – De Donatis Vito –  Cutrofiano (LE) – 1976 – n° 2457.

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